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ERMANNO IL SUPERERRORE E LA TERRA DELL'ANCHIO

C’era una volta Ermanno.

Solo due occhi nerissimi e dei capelli ricci ed arruffati, sempre arruffati per via della corsa.

Il suo correre pensava “è la cosa più bella che ho!”, sapeva di poter andare ovunque e in fretta.


Un bambino timido con la cartella più grande di lui, una cartella piena e pesante di libri e di brutte storie con gli amici che non erano amici veri perché a volte lo prendevano in giro, con la mamma che lo sgridava spesso e un papà solo qualche volta.


Un allenatore che pretendeva canestri che non arrivavano e quei centimetri che non aumentavano per farlo sentire davvero all’altezza.


Una carnagione pallida, per chi non lo conosceva sembrava non uscisse quasi mai o mangiasse poco. Ma chi lo conosceva bene sapeva. Dietro quel pallore vi erano tutti i colori del mondo. La sua energia, la sua vivacità il suo estro. Quella sua capacità di creare frasi da solo due lettere alla rinfusa, parole in libertà e qualche segno di punteggiatura e la storia era finita. Potevi ascoltarlo per ore e non annoiarti mai.

Ma era vivace, ecco il punto.

Ermanno non fare, Ermanno vai piano, stai zitto, stai fermo, non correre.

Era sempre tutto sbagliato.


Poi arrivò quel giorno, il giorno del compleanno disastroso.

Lo aspettava da tanto, papà gli aveva promesso un nuovo Lego.

La sera a cena ci dovevano essere tutti, anche il suo fratellino Luca e la nonna.


La nonna aveva portato la torta fatta da lei nel pomeriggio, l’aveva portata lo stesso anche se si era accorta di aver dimenticato lo zucchero. Papà arrivò un po’ tardi e si era dimenticato di andare a comprare le candeline come la mamma gli aveva chiesto qualche giorno prima.

Il tempo passava ma la mamma ancora non arrivava. Suo fratello per riempire l’attesa che si stava appesantendo di noia, aveva aperto la scatola del regalo prima ancora che Ermanno potesse accorgersene. Alle nove ne aveva già rotta una parte.

E in tutto questo caos la mamma ancora non arrivava. Pensavamo tutti fosse al lavoro e che avesse fatto davvero tardi. Era così, arrivò alla fine della cena.

Mamma non se lo sarebbe mai perdonata. Aveva dimenticato il compleanno di Ermanno.

Ma Ermanno le disse:

“Mamma ma il mio compleanno è tutti i giorni da quando sono nato, possiamo festeggiare ogni giorno che io ci sono e tu ci sei e c’è anche papà e Luca e la nonna. Tutti i giorni. Facciamo una bella torta tutti insieme, la nonna ci aiuta e tu che sei tanto precisa ti ricorderai di dirle di mettere lo zucchero al momento giusto, poi la mangeremo tutti insieme anche se è tardi” .


La mamma lo guardò con gli occhi più innamorati che lei stessa avesse mai sentito lacrimare e gli disse

“Tu sei il mio supereroe”.

Ed Ermanno:

“No, sono un superErrore, non ne faccio mai una giusta ma nella terra dell’Anchio tutti sbagliamo! Mamma, non me la prenderò più per gli errori o le sgridate o i canestri sbagliati, da un errore come tutti quelli di stasera può venire fuori qualcosa di buono, come la nostra torta “


Il giorno dopo decise che come tutti i supereroi veri anche SuperErrore dovesse avere l’abito giusto. Corse dalla Zia Francina, lei aveva sempre un’idea per tutto. Da un foglietto creava un disegno, da un disegno vuoto creava un paesaggio da un cencio di stoffa creava un teatro, ogni oggetto per lei diventava un’occasione di fantasia. Avrebbe trovato subito l’idea giusta anche per lui e infatti …. Una maglietta bianca, niente di più ma davanti la zia ci disegnò una bellissima matita rossa, la matita dell’errore nei sogni più terrificanti degli studenti di tutto il mondo.


E così inizio ad andare in giro in cerca di persone che se la prendevano per gli errori e cercava di consolarli, dicendo che nella terra dell’Anchio tutti sbagliavano e che qualche volta erano errori importanti, altre volte erano occasioni perdute, altre volte erano modi per imparare, altre volte erano errori per caso, altre ancora errori fatti apposta per fare del bene, come certe bugie.


Nessuno smise di sbagliare e nessuno pensò che fosse bello fare errori

#raccontidiDo #supereroe #supererrore #sbagliareèunapartenza #tsunami

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