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HAI MAI REGALATO UN ANGELO ? - feat by Israel Kamakawiwo'ole – Over the rainbow

Poi lei mi regalò un angelo.

Era uno di quelli con il campanellino, lo chiamano “cerca angeli” e svetta di solito su pancioni ben in vista o su pance meno prominenti che sperano di uscire allo scoperto.

Mi raccontò che a lei era stato regalato dalla sua migliore amica e che lo aveva portato per tutto il periodo della gravidanza

Con entusiasmo me lo aveva raccontato.

Quel periodo in cui ti senti come i mezzadri con i coloni, qualcuno che occupa i tuoi territori ma un invasore silenzioso, se non per quache minuto di singhiozzi ogni giorno, e pacifico, se non per quei calcetti ogni volta che mangi qualcosa di dolce.

Un invasore amico e tu amica di te stessa più che mai.

Passeggiate, l'acquagym che non avevi mai voluto fare, la rinucia all'acool e al fumo, quella naturale serenità se non per quegli incontrollabili sbalzi di umore che tutti accettano di buon grado perché sanno che in realtà sono sbalzi di amore e salti in alto, sempre più in alto.

Piangere ad ogni pubblicità anche a quelle dei sughi pronti, basta abbiano un riferimento qualsiasi all’ essere mamma o due note di musica.

Caviglie gonfie e pance da non riuscire ad allacciarsi le scarpe, scarpe con i tacchi mozzati dal 12 all' 1,5 centimetri, scarpe comode, vestiti comodi, sedie comode per te per la schiena e per il nervo sciatico

Poi i consigli di chi "credimi sono stata mamma prima di te" e la soddisfazione di decidere comunque di fare di testa tua appena girato l’angolo.

E poi mi raccontò di quel viaggio. Il giorno che portò a casa Giulia, la sua primogenita dall’ ospedale. Tutto ebbe inizio da lì, da quel momento in cui Paolo l’aveva aspettata con l’auto pronta ed il cd che suonava “Over the rainbow” , la ninna nanna che lei aveva scelto per la sua bambina.

Era bello sentirla parlare con le lacrime di emozione al ricordo delle sue due gravidanze e intuendo e conoscendo bene quel senso di colpa insito in ogni scelta lavorativa che la vita l'aveva portata a fare.

Quel campanellino non funzionò, di lì a poco non ci fu più alcun angioletto da richiamare. Per l'ennesima volta il mio pacifico invasore se ne era andato senza lasciare traccia alcuna se non la decisione di smettere di crederci.

Lei aveva pianto con me. Mi aveva detto che l'angioletto mi sarebbe servito per portare a me qualsiasi altro desiderio. Mi ha sempre considerato una donna fortissima, forse lo sono davvero. E forse sono anche una mamma .

Questa specie di intervista che una cara amica potrebbe avermi fatta durante una qualsiasi delle nostre chiacchierate è dedicata oggi a tutti i modi di essere mamma.

A chi li ama fin dal momento in cui sono solo delle provette, a chi fa le valige e se li va a prendere in Brasile, a chi dopo averci creduto troppe volte pensa sia un segno del destino, a chi compra un cane o un gatto che si ostinano come dannati a farsi amare, a chi sente di non avere ulcun istinto materno, a chi viene chiamata mamma da tantissime persone anche se mamma non lo è perchè i legami non di sangue a volte superano l' amore da DNA, a chi fa la mamma solo per un po', a chi fa la mamma ma anche il papà , a chi ha voluto fare la mamma con un altra mamma, ai papà che fanno le mamme con altri papà, ai papà che sanno fare le mamme quando loro non ci sono, alle mamme di gemelli che non hanno diviso l’amore tra loro ma lo hanno moltiplicato per due tre quattro, alle mamme dei propri nipoti, alle mamme che contano le lune, alle donne che contano i giorni fertili, a chi ha fatto figli sperando di salvare un matrimonio, a chi soffre perché sente un senso di vuoto ma il solo fatto di averlo desiderato anche solo per un attimo le rende mamme, a chi a quel desiderio da persino un nome, a chi ha deciso di dedicare più tempo alla carriera che alla famiglia, a chi ha paura , a chi ha odiato almeno una volta qualcuno che ha detto “lei non può capire perchè non ha figli" o quelle che ti bacchettano sull’ orologlio biologico.

Ho conosciuto ognuna di loro. Si chiamano Beatrice, Anna, Susanna, Marina, Alessia, Elisabetta, Maia, Franca, Samantha, Marco, Daniela, Antonello, Marilena.

Sono tutte mamme.

#RaccontidiDo #festadellamamma #overtherainbow

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